Amleto

liberamente tratto da William Shakespeare

Regia:
Solimano Pontarollo Roberto Totola.
Art-direction:
Eugenio Chicano.
Musiche, scene, luci, effetti:
Punto In Movimento.
Maestro d'armi:
Roberto Chiaramonte per Nova Scrimia.
Costumi
Giannino Mischi per Alessandrini,
Chiara Sirignano per Wardrobe.
Tecnico Luci:
Marco Di Marzo.
Tecnico Audio:
Solimano Pontarollo Oscar Giunta.
Segretaria di produzione:
Roberta Balloni.
Assistente di produzione:
Alessandra Buzzetti.
Ufficio Stampa:
Marina Furlani.
Amministrazione:
Delia Laganà
Foto di scena:
Fabrizio "Bombolo" Bellamoli con Cristina Maimeri.
Con la collaborazione di:
Solimano Pontarollo Litografica 03 Giovanni Proietti,
Nova Scrimia Arte Marziale Italiana.
Personaggi e interpreti:
Amleto principe di Danimarca - Solimano Pontarollo
Laerte figlio di Polonio - Roberto Totola
Ofelia figlia di Polonio - Marina Furlani
Un evento prodotto da:
Stone Italiana - Roberto Dalla Valle
e gestito da:
Doc Servizi // Shiftingpoint.
Hanno patrocinato e promosso Fonderia Aperta:
Provincia di Verona Assessorato alla Cultura popolare e identità Veneta, Ass. Matteo Bragantini
Provincia di Verona Assessorato al Patrimonio, Ass. Davide Bendinelli
Comune di Verona Assessorato ai quartieri e alle politiche per la casa, Ass. Ivan Zerbato
Istituto Tecnico Industriale Statale Galileo Ferraris, Preside Dino Poli
Stone Italiana Roberto Dalla Valle, Numerouno Roberto Bianconi, Doc Servizi Demetrio Chiappa.
print:
Natali Technology
concept:
litografica zerotre

Si ringraziano per il preziosissimo aiuto e la fondamentale collaborazione:
Alberto Bronzato, Estravagario Teatro, Roberto Dalla Valle, Dino Poli, Loriano Turolla, Anna Rosa Murari, Augusto Garau, Angelo Perina, Luigi Zuppini, Giovanni Proietti, Demetrio Chiappa, Cristina Bighelli, Armeria Casnici, Guido Sacchetti, Nova Scrimia, Guido Ruzzenenti, Stefano Carradore e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione della nostra operazione.


Presentazione

Solimano PontarolloHamlet, composto nel 1600, è la più popolare e discussa delle tragedie di Shakespeare. La storia si basa su un racconto scandinavo del principe Amleth, che divenne pazzo per incastrare lo zio usurpatore e riconquistare il trono. Nella sua opera, Shakespeare, inserisce un significato nuovo, tragico, trasformando il carattere e la psicologia dei personaggi. Amleto è già in una situazione di frustazione mentale ancora prima che gli appaia il fantasma di suo padre che gli rivela del fratricidio di cui suo zio si è macchiato. La sua pazzia è in parte vera, in parte un mezzo per mascherare agli altri ciò che intende fare, anche se questo non fa che crescere i sospetti; la morte del padre pur essendo stata un'offesa era ormai una verità irrecuperabile". Amleto dovrà rispondere all'appello del dovere uccidendo a sua volta, oppure rifiutare d'adempiere a quel dovere morale, venendo meno al giusto desiderio paterno e tormentandosi nei sensi di colpa per non aver ubbidito e per aver ignorato i dettami della coscienza? La storia d'Amleto è soprattutto la storia di una vendetta ritardata, si finge pazzo non per attuare la vendetta ma proprio per rimandarla, perché non è uomo d'azione e troppo gravoso è il compito affidato per un animo nobile e sensibile come il suo, è per questo che è più turbato che atterrito dalla rivelazione dello spettro paterno. Infine, però la vendetta sarà compiuta, ma anche Amleto si darà la morte, concludendo la scena con la famosa battuta Il resto è silenzio, quasi a significare che gli animi sconvolti dalle passioni solo ora sono finalmente placati.

Il teatro che ha sempre contraddistinto Punto in Movimento, e quindi il nostro lavoro, è un teatro di gruppo, di lavoro fisico, pregno di "segni e significati" propri del teatro povero. Stanislawskij, Grotowski, Barba, Strasberg, Peter Brook . I nostri maestri. Il nostro lavoro quotidiano: l'allenamento dell'attore, esercizi plastici, improvvisazioni. Quando lavoriamo, le nostre produzioni non vengono mai pensate in maniera statica, amiamo allestire spettacoli che sono nati per il palcoscenico in luoghi nuovi, diversi(e viceversa), anche al limite delle possibilità combattendo la "chiusura" di un modo di pensare che va spesso in una sola direzione.