Triplo Amleto Mortale

di William Shakespeare

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Regia:
Roberto Totola.
Direzione artistica:
Eugenio Chicano.
Musica:
Dracula Kronos Quartet
Personaggi e interpreti:
Amleto: Solimano Pontarollo

Ofelia, la morte: Marina Furlani

Laerte: Roberto Totola

Spirito, Re Claudio: Eugenio Chicano

Orazio: Lachezar Yankov

Regina Gertrude: Franca Zanetti

Polonio: Isabella Rossi

Bernardo: Giancarlo Bellesini

Marcello: Jacopo Totola

Rosencrantz e Guildenstern: Stefano Cavarra, Claudio Casarini

Giulia: Giulia Gurzoni

Un clown: Enrico Totola

La contromorte: Paola Bellinato.

Acrobatica e arte circense:
Lachezar Yankov.
Consulenza musicale:
Giannantonio Mutto.
Tecnico:
Marco Di Marzo.

Scene, luci e costumi a cura di Punto in Movimento
Una produzione Punto in Movimento in collaborazione con AIAS Verona, Stone Italiana e gestita da Doc Servizi.

Presentazione

I clown utiltzzano ogni mezzo a loro disposizione: il corpo, la voce, la battuta, la situazione, ricorrendo al repertorio tradizionale e inventando ed improvvisando sempre nuove gags, comiche o ironiche/sarcastiche.
Attraverso le figure tipiche della commedia clownesca e collegando altre figure fatte di bombette e crinoline, si creerà una sorta di uragano a ciel sereno che spazzerà via la quiete, portando i gesti, le espressioni e la scena teatrale al di fuori delle righe.
Uno spettacolo grottesco alla ricerca di un’analisi che parla al nostro secolo, che parla dell’uomo del nostro secolo, in cui riflettere con l’ironia, il sarcasmo e la comicità. L’ Amleto/clown sarà all’incessante ricerca del favore del pubblico e della solidarietà nei confronti della propria consapevolezza. La vendetta e la catarsi saranno il nodo centrale della scena attraverso un apporto molto diretto ed ironicamente ambiguo dei personaggi con il pubblico.

Il teatro che ha sempre contraddistinto Punto in Movimento è un teatro di gruppo, di lavoro fisico, pregno di “segni e significati”. Stanislawskij, Grotowski, Barba, Strasberg, Peter Brook i maestri. Il lavoro quotidiano: l’allenamento dell’attore, esercizi plastici, improvvisazioni. Le produzioni non vengono mai pensate in maniera statica, vengono allestiti spettacoli che sono nati per il palcoscenico in luoghi nuovi, diversi (e viceversa), anche al limite delle possibilità combattendo la “chiusura” di un modo di pensare che va spesso in una sola direzione.