da William Shakespeare

Giancarlo Bellesini.
Zerotre.Immagini, voci, musiche, elementi scenici, costumi, trucco ed effetti sono a cura del "gruppo di lavoro" che ringrazia tutti coloro che, con il loro operato, hanno reso possibile la messa in scena della pičce. Specialmente: Roberto Dalla Valle, Giovanni Governo, Giannino Mischi, Luigi Carlon, Roberto Bianconi.
"La Tempesta č dentro di noi", questa č l'immagine da cui siamo partiti per
raccontare la nostra tempesta, č questa l'immagine di Shakespeare ma di molti altri autori con cui
ci siamo incontrati, confrontati, contaminati. Una Tempesta che ci vuole parlare di solitudine, di
paura, di incomunicabilitā, dentro di noi.
Uno spettacolo ma ancor prima e soprattutto un incontro di due esperienze artistiche, quelle di
Punto in Movimento e Atlantide Teatro di Verona. Abbiamo confrontato la nostra idea di linguaggi di
teatro, dalla musica alla poesia, dal lavoro sul corpo all'immagine.
"Voci di un 'isola sola" č il titolo che abbiamo voluto dare a questo nostro lavoro, proprio per
raccontare attraverso queste voci che parlano una dell' altra, attraverso racconti di
attori che raccontano uno dell'altro, la nostra illusione di un luogo immaginario sospeso tra
realtā e fantasia come il teatro č sospeso tra la vita e i sogni, come il vascello č sospeso
tra l'oceano e il cielo, come l' isola di Calibano, Prospero e Ariele tra la parola e il testo.
In questo non luogo, in quest'isola non trovata si dipana questo insostanziale spettacolo della
vita destinato a svanire nell'aria incorporea. Una metafora semplice e drammatica di un'esperienza
teatrale di personaggi umani, troppo umani, vicini e uguali a noi attori.
Paolo Valerio
La Tempesta č stato un gioco, un pretesto per elaborare il linguaggio
shakespeariano e trarre tutto quello che sentivamo il bisogno di esternare, di esprimere.
Da un lavoro fatto di emozione, espressivitā corporea, ricerca sul testo č nato questo nostro
personale studio. Fondamentale la presenza fisica che gli attori creano sul palcoscenico attraverso
un disegno registico costruito utilizzando l'allenamento dell'attore, esercizi plastici,
improvvisazioni, ecc... tutti passaggi importanti per raggiungere il nostro obiettivo principale: il
punto di vista dei "segni" e dei "significati" propri del teatro povero.
L'utilizzo di mezzi espressivi "forti" quali il video, i microfoni, il suono quadrifonico, che fanno
da importantissima base allo spettacolo, č stato lo spunto perchč la nostra ricerca si orientasse,
e conseguentemente si completasse, attraverso il linguaggio della poesia.
Shakespeare, Eliot, Baricco, Saramago, Hikmet ci hanno fatto da guida. Assieme a Prospero, Gonzalo,
Ariele, Calibano. Ci siamo ritrovati scrittori di noi stessi, delle nostre vite, dell'esperienza
vissuta assieme.
Roberto Totola
TEMPESTA (sostantivo femminile)
1. Agitazione violenta della superficie del mare o di un lago: la nave fu travolta dalla tempesta...
ecc.
ma vediamo il punto 2. (figurato): agitazione, turbamento dell'animo: col cuore in tempesta... adesso
ci siamo.
La voce per gridare amore, il sentimento non la parola.
Tutti abbiamo un'isola e viviamo in un'isola.
Siamo soli, ma tutti sappiamo che ci sono altri "soli", riconoscersi non č uno scherzo.
Il segreto sta nel naufragio; naufragate e, giunti sfiniti sulla sabbia in riva al mare, voltate il
capo in ogni direzione nella speranza di trovare almeno un compagno di viaggio, un solo naufrago, solo
come voi, che parli la vostra stessa lingua.
Voci di un'Isola sola.
Eugenio Chicano